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Bologna che pochi ricordano
Palazzo Ghisilardi Fava
un romanzo storico

Palazzo Ghisilardi Fava

Nel pieno centro della nostra città, in via Manzoni, una trasversale di Via dell’Indipendenza, è possibile ammirare un tesoro che è rimasto nascosto per molti anni e che oggi, restaurato a regola d’arte, è liberamente accessibile. E’ Palazzo Ghisilardi Fava che, con i suoi 2600 metri quadrati di superficie ospita il Museo Civico Medievale, una regolare struttura di esposizioni ed un caffè letterario.
 
Esempio illustre di palazzo rinascimentale bolognese, l’edificio rappresenta appieno il modello architettonico Bentivolesco. Edificato tra il 1484 ed il 1491, viene commissionato da Bartolomeo Ghisilardi e realizzato da Zilio Montanari. Il palazzo entra in possesso della Famiglia Fava nel 1546, ma i lavori per il rifacimento prendono l’avvio trent’anni dopo quando l’esponente di maggiore spicco della famiglia, Filippo, sposa Ginevra Orsi, guadagnandosi la cospicua dote con cui finanziare il cantiere affidato alla guida del Terribilia (l’architetto Francesco Morandi). Molti furono i cambiamenti apportati all’immobile, soprattutto alla facciata in laterizio. Pur conservando il porticato in stile gotico infatti, ne viene completamente reimpostata la decorazione vivificata da elementi in arenaria, quali intrecci di volute e baccelli di fava, simbolo araldico della famiglia.
 
Per la decorazione degli interni, il lungimirante Filippo decide di ascoltare il suggerimento del sarto di famiglia, tal Antonio Carracci, e così, nel 1584, commissiona il fregio di sei delle sale al piano nobile del palazzo ai giovani Agostino, Annibale e Ludovico Carracci che, da poco, hanno fondato l’Accademia degli Incamminati. I Carracci dimostrano altissimi livelli di maturità pittorica e trasformano uno dei primi cicli importanti della loro carriera in una esperienza così innovativa e suggestiva, talmente nuova rispetto alla tradizione, da essere a stento compresa ed apprezzata dai contemporanei. I temi delle raffigurazioni sono tratti dall’Eneide, già rappresentata in altri palazzi bolognesi, ed i fregi narrano la spedizione degli Argonauti, probabilmente per celebrare l’arte medica esercitata dai Fava. Colpisce l’innovativa capacità di rappresentare più azioni all’interno di un solo riquadro e di trasporre le immagini direttamente dal testo poetico all’interno della impaginazione narrativa. In quattro riquadri, i Carracci riescono a sintetizzare magnificamente l’intero viaggio degli Argonauti. Colpisce altresì il naturalismo innovatore delle figure. Celeberrima è la scena che descrive gli incanti di Medea, giudicata come il primo nudo moderno della storia dell’arte. Medea raffigurata al naturale, assorta e seducente, sembra ritratta di nascosto in un atto di quotidianità trasformato in una magica scena notturna.   
 
Il palazzo viene così definito “un romanzo storico, immaginato sulla grande pittura precedente, capace di oltrepassare la secca del manierismo e di comunicare direttamente ad apertura, non di libro, ma di finestra”. Quella dei Carracci a palazzo Fava è stata una riforma pittorica.
 
A parte i rimaneggiamenti voluti dal conte Carlo Fava per assecondare i propri capricci estetici, nel complesso l’edificio rimane invariato fino al diciottesimo secolo. La grave perdita di numerosi affreschi dovuta all’assurda volontà di dare di bianco alle pareti, viene compensata con il fortunato ritrovamento, durante scavi archeologici, di due colonne in marmo di epoca romana, visibili oggi all’ingresso del palazzo. A sorpresa, nel cortile si erge la Torre dei Conoscenti, una torre-casa di epoca molto anteriore all’edificio, nota anche come Torre Ritrovata perché sfuggita al censimento condotto dal Gozzadini che la credeva crollata sotto le scosse del terremoto del 1505.
 
All’estinzione del ramo dei Fava Ghisilardi, l’edificio diventa proprietà del Comune di Bologna. Durante il ventennio fascista, il palazzo ospita la Casa del Fascio, una delle prime in tutta Italia, fortemente voluta dal gerarca Leandro Arpinati che riesce a farsi finanziare per la sua realizzazione dai titolari delle principali imprese industriali e commerciali bolognesi. Sede delle attività politiche del Partito Nazionale Fascista, è anche struttura culturale e ricreativa, aperta a tutti fino a tarda sera. Al suo interno trovano spazio servizi per lo svago e la ricreazione quali un caffe, un ristorante, un albergo diurno ed una fornitissima biblioteca. Dal 1985 è sede del Museo Medievale e Rinascimentale. Nel 2005, viene acquistato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio che ne è ancora oggi proprietaria e che lo ha inserito in un percorso e circuito di musei noto come genus bononiae.
 
                                                                      ***
 
Vogliate accettare una esortazione.. se vi doveste aggirare tra le sale del Palazzo Ghisilardi Fava, che siate visitatori del Museo Civico Medievale o di una esposizione allestita dalla intraprendente Fondazione, non rinunciate ad una sosta nel cortile con il naso all’insù… cinque, dieci, venti minuti o tutto il tempo che desiderate speso a scoprire le meraviglie e la ricchezza del Rinascimento Bolognese.
 
 
"Assolutamente consigliato"
posizione ottima,staff gentilissimo, l hotel è pulito e c'è davvero tutto quello che puo servire per un soggiorno confortevole.Si trova a soli 10 min dalla stazione dei treni e vicinissimo al centro storico di Bologna. Le stanze sono spaziose e silenziose, adatto per un viaggio di lavoro o semplicemente per godersi la città



Macrlau

"Viaggio a Bologna"
Hotel 3 stelle ma che offre servizi e vantaggi da 4 stelle. La posizione lo rende centrale ma senza l'inconveniente del traffico e dei rumori. La pulizia delle camere è ben fatta e il cambio lenzuola e asciugamani viene fatto addirittura quotidianamente!! Il personale è cordiale e disponibile. Consiglio questo albergo perché mi ha soddisfatta in pieno.



Chun-mee

"A pochi passi dal centro"
L'hotel è situato a poche vie dal centro, dieci minuti dalla via principale. È dotato di parcheggio all'aperto, ma custodito da un cancello elettrico e deve essere prenotato. Le camere sono confortevoli, arredate in modo piacevole e funzionale, dotate di cassaforte, climatizzatore e bagno privato con box doccia, asciugacapelli e scaldabagno. Il tutto è pulito e ben curato. La colazione è a buffet con buona scelta tra dolce e salato, succhi di frutta, tè, caffè, latte, cioccolato... dolci di buona fattura. Lo staff dell'hotel è veramente gentile e ben disposto ad accogliere le esigenze del cliente. La posizione dell'hotel è al riparo da rumori molesti, una via decisamente tranquilla. Esperienza positiva e sicuramente da ripetere.



carlac134

Prefetto per un viaggio a Bologna
A poche centinaia di metri dalla stazione centrale, centralissimo e pulitissimo. Le stanze, o almeno la mia, sono piccole ma fornite davvero di tutto, aria condizionata, mini frigo, wifi DAVVERO funzionante in tutta la struttura e asciugamani in quantità industriale, è una cosa che ho trovati in pochi Hotel. La colazione è buona, sia dolce che salata, tutto questo ad un prezzo onestissimo e, una cosa che mi ha davvero lasciata incantata è lo staff! Non si limitano a rispondere "si" o "no" alle domande con un sorriso, s'interessano e aggiungo informazioni che ti aiutano in qualsiasi cosa tu debba fare. Se dovessi tornare a Bologna so già dove andare



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