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Bologna che pochi ricordano
Un Reale Collegio per l’Imperatore
Il Collegio di Spagna

Un Reale Collegio per l’Imperatore

L’Alma Mater Studiorum è l’Università più antica del mondo occidentale. Fondata l’anno 1088, nel tredicesimo secolo può già contare su più di duemila iscritti. La presenza di così tanti studenti, provenienti da ogni parte d’Europa, non solo ha inciso sull’organizzazione sociale della città, ma ha anche influenzato il suo assetto urbanistico. Bologna è stata reinventata e si è progressivamente adattata in risposta alle esigenze di una popolazione universitaria in continua e costante crescita. Una delle brillanti soluzioni adottate per far fronte alla scarsità ed all’alto costo degli alloggi ed alla richiesta di spazi comuni liberamente frequentabili, è stata la costituzione e la costruzione di collegi. Ed il Collegio di Spagna è sicuramente il più famoso dei ventiquattro collegi universitari fondati tra il 1200 ed il 1600.
 
Unica testimonianza ancora esistente nell’Europa Continentale dei collegi medievali, completamente scomparsi in occidente ad eccezione del fulgido esempio bolognese, il Collegio di Spagna è un’istituzione secolare tra le vie della città, nel cuore del quartiere Saragozza. Il collegio, per esteso Reale Collegio Maggiore di San Clemente degli Spagnoli, è fortemente voluto dal cardinale Egidio Albornoz per ospitare gli studenti spagnoli iscritti nell’Università cittadina, e viene costruito grazie al suo lascito testamentario (29 settembre 1364) tra il 1365 ed il 1367.
 
Progettato da Matteo Giovannelli da Gubbio, meglio noto come il Gattapone, artista umbro già autore della Rocca di Spoleto, è lui stesso a seguirne la costruzione. Il collegio è un complesso architettonico a due piani, con i locali distribuiti attorno al cortile centrale porticato, vero e proprio polo di organizzazione di spazi destinati alla fruizione collettiva ed individuale. Sulla parete esterna ad angolo, si vedono gli stemmi della Corona di Spagna e del fondatore. Il pregevole portale d’ingresso, in arenaria, fu scolpito solo successivamente, nel 1525, a decoro dell’ingresso al cortile. Il loggiato superiore a volte gotiche è abbellito da decorazioni pittoriche tra le quali spicca una Madonna di fattura raffaellesca che sparge fiori. Il chiostro è dominato dalla facciata della chiesa di San Clemente e coronato da un campanile a vela.
 
Caratterizzato dalla coesistenza di rimandi ad una struttura conventuale e ad un’architettura fortificata, il suggestivo edificio si pone stilisticamente in una fase di transizione tra Gotico e Rinascimento. Protetto da un’alta muraglia provvista di merli, il collegio assomiglia ad una piccola città fortificata ed autosufficiente, sia socialmente, sia culturalmente. Un edificio dentro la città, ma da questa isolato da un muro merlato di stampo difensivo e da una fortificazione quali militare.
 
E di stampo militare è anche un po’ la vita degli iscritti allo Studium ospiti del collegio, tenuti al rispetto di una disciplina ferrea e di rigide regole elencate negli statuti del collegio.
 

I giovani studenti ammessi non potevano essere più di trenta (8 iscritti a Teologia, 18 a Diritto e 4 a medicina ed Arti), spagnoli cristiani di sesso maschile, senza avi ebrei, musulmani o eretici e di età non inferiore ai 21 anni. Erano obbligati a presenziare a due pasti al giorno, a rientrare a sera ed a non uscire nelle ore notturne, a non avere ospiti donne. Il gioco era proibito ed il canto o il suono di strumenti concesso solo nell’intimità della propria stanza e nel rispetto della quiete del vicino. Punizioni ed espulsione erano previste per ritardi, fughe notturne, ospiti clandestini. I giovani collegiali vestivano abiti di panno nero con maniche e cappuccio. Altri vestiti non erano ammessi. Così come erano vietate altre stoffe, altri colori, maschere, anelli o gioielli. Gli studenti ricevevano dal collegio 21 lire bolognesi per il mantenimento extra vitto ed alloggio. Sono gli stessi collegiali a nominare il rettore e gli ufficiali ed a deliberare sulla ammissione ed espulsione dei compagni e sulla vita dell’istituto. 
 
Le stanze dei collegiali, dotate di camini per il riscaldamento, hanno tutte i loro affacciamenti sulla parete esterna. L’arredo della camera includeva letto e materasso, coperte, lenzuola e guanciale, sia estivo che invernale, una cassa di chiavi dotata per gli effetti personali, una panca per i propri vestiti, un leggio ed altre tavole necessarie allo studio, candele ed olio per la luce della stanza. In ogni stanza, una copia dello statuto collegiale. Il vitto era buono, sano ed abbondante. Però, servito freddo, causa la distanza della cucina dalla sala da pranzo.
 
Nonostante la severità delle regole imposte e la rigidità dei costumi richiesta, la fama del collegio ha da sempre attirato dalla Spagna i migliori studenti, richiamati anche dalla fama dell’ateneo bolognese. Vogliamo citare, uno per tutti i bolonios, Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte, che qui scrisse una delle sue tredici novelle esemplari, la Cornelia, storia di una bellissima gentildonna bolognese e del suo sfortunato amore.
 
Ma l’ospite più illustre del Collegio è sicuramente stato Carlo I di Spagna che, nel febbraio del 1530, viene eletto Carlo V Imperatore del Sacro Romano Impero, a Bologna, in San Petronio, da Papa Clemente VII. Proprio in quei mesi, tra la fine del 1529 e la primavera del 1530, Bologna era diventata la capitale del mondo, dimora dell’Imperatore e del Papa, e con al seguito la diplomazia di tutti gli Stati più potenti.   
    
 
"Centrale, accogliente e pulito"
L'Hotel è centrale e facilmente raggiungibile con l'aerobus perché dalla fermata di via dei Mille si percorrono appena 30metri a piedi. La via di affaccio è silenziosa. Le camere sono confortevoli e il cambio biancheria e lenzuola è addirittura quotidiano! Ci siamo trovati molto bene. Grazie a tutti coloro che ci lavorano!



Virginia

"Viaggio a Bologna"
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Chun-mee

Prefetto per un viaggio a Bologna
A poche centinaia di metri dalla stazione centrale, centralissimo e pulitissimo. Le stanze, o almeno la mia, sono piccole ma fornite davvero di tutto, aria condizionata, mini frigo, wifi DAVVERO funzionante in tutta la struttura e asciugamani in quantità industriale, è una cosa che ho trovati in pochi Hotel. La colazione è buona, sia dolce che salata, tutto questo ad un prezzo onestissimo e, una cosa che mi ha davvero lasciata incantata è lo staff! Non si limitano a rispondere "si" o "no" alle domande con un sorriso, s'interessano e aggiungo informazioni che ti aiutano in qualsiasi cosa tu debba fare. Se dovessi tornare a Bologna so già dove andare



Virgishoot

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Macrlau

Venerdì 15 Dicembre 2017
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