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Bologna che pochi ricordano
L’umarell dell’Asinelli
le Due Torri

L’umarell dell’Asinelli

Le Due Torri, pendenti entrambe, ma in direzioni opposte, sono il simbolo riconosciuto di Bologna. Erette nel punto d’ingresso in città della via Emilia, occupavano strategicamente l’incrocio tra le strade che un tempo portavano alle cinque porte dell’antica cerchia di mura dei Torresotti. Asinelli e Garisenda, due inseparabili sorelle, derivano il proprio nome dalle famiglie che ne vollero la costruzione, all’inizio del dodicesimo secolo.
 
Asinelli oggi è alta qualche centimetro più di 97 metri, ma lo spessore dei muri in cima fanno pensare che alla sua costruzione superasse i 120 metri di altezza. Nota come torre pendente più alta dell’intero Paese, la torre ha uno strapiombo, (posizione fuori asse complessiva dalla cima al pavimento), di 238 centimetri. Per intenderci, Asinelli pende verso ovest di quasi due metri e mezzo. Dal confronto delle misurazioni compiute nel 1912 e nel 2009, è emerso che la velocità di aumento dello strapiombo, sta sensibilmente calando. Le sue fondamenta si spingono fino a sei metri e mezzo di profondità. La base esterna della torre è circondata da una rocchetta merlata e porticata fatta costruire nel 1400 a protezione dei soldati di guardia. Oggi, gli archi del portico sono stati chiusi con delle vetrine per ospitate alcune botteghe artigiane a ricordo della funzione commerciale di mercato della medievale via Rizzoli. La scalinata lignea interna, che consente di raggiungerne la cima in quasi 500 gradini, è ovviamente di un’epoca successiva rispetto alla costruzione, ed è infatti stata terminata solo nel 1684. Voluta dal nobile Ghibellino Gherardo Asinelli, la sua costruzione è durata un intero decennio.
 
Poi ci sono le leggende, e tutti sappiamo quanto le storie raccontate siano più magiche di quelle scritte nei libri. C’è chi sussurra che la torre sia stata costruita dal diavolo in persona nel lampo di una notte, e chi invece vuole credere che sia stata commissionata da un padre per il figlio con i risparmi di tutta una vita. Infine, c’è chi racconta una storia d’amore. In quei tempi, a Bologna viveva un giovanotto, avvenente  e squattrinato ma di buona volontà, che per campare trasportava sabbia a ghisa dal fiume Reno ai numerosi cantieri del centro della città. Per il trasporto, il ragazzo si serviva di qualche ciuchino, e per questo motivo era da tutti conosciuto come il giovane Asinelli. Un giorno, il ragazzo incontrò lungo la sua strada la giovane e splendente figlia di un nobile ricco e potente, e da quel primo incontro non pensò che a lei ed a come poterla sposare. Chiesta infatti la mano della ragazza al padre, questo volle prendersi gioco di lui e per schernirlo gli rispose che avrebbe avuto in sposa la figlia solo quando avesse costruito la torre più alta della città. Ebbene, sarà stato il caso, la fortuna, il destino o semplicemente l’amore, durante un carico, il giovane innamorato vede delle monete d’oro del fiume e nel raccoglierle trovò un enorme tesoro. Costruì così la torre più alta di tutte le torri ed ebbe in sposa la sua amata, lasciando esterrefatto l’incredulo padre e tutti i nobili concittadini.
 
Tornando alla storia, il comune ne acquistò la proprietà già nel 1200 per farne una prigione. La Torre infatti veniva usata come appoggio per i gabbioni dove erano rinchiusi e detenuti i condannati alla berlina. Nella seconda metà del 1300, durante il dominio di Giovanni Visconti, duca di Milano succeduto nel potere alla dinastia dei Pepoli e non ancora troppo amato dal popolo bolognese, viene trasformata in un fortilizio. Intorno alla torre fu realizzata una costruzione in legno posta a trenta metri da terra ed unita alla attigua Garisenda da un passaggio aereo dal quale era possibile dominare la città ed il mercato di mezzo, possibile fulcro di sommosse. Questa incastellatura lignea fu incendiata a distrutta nel 1398.
 
Garisenda, voluta e commissionata all’inizio del 1100 dalla omonima nobile famiglia ghibellina, oggi è alta quasi 50 metri, ma fu scapicozzata di almeno 12 metri nel 1351 perché diventata pericolante a seguito di un terremoto. E’ pendente verso nord est di più di tre metri e non è accessibile al pubblico per motivi di sicurezza. Si narra che Garisenda fosse parzialmente crollata durante la costruzione, perché i Garisenda avevano ordinato che la torre si attorcigliasse a spirale intorno alla vicina Asinelli. Dante la vide ancora integra, e nel trentunesimo canto del suo Inferno, descrive già quello strabiliante effetto ottico per il quale la torre sembra pendere in senso contrario rispetto al suo effettivo verso di inclinazione. Acquistata nel 1400 dall’Arte dei Drappieri, la base viene utilizzata come appoggio per semplici casette e per un oratorio. Alla fine del 1800, la proprietà della torre passa al comune, che libera la base da tutte le costruzioni e la riveste con l’attuale zoccolo in pietra selenite.
La vera minaccia per le torri, più che i terremoti, gli incendi dolosi o colposi che siano, o le palle di cannone scoppiate e lanciate a festa senza controllo, sono stati i fulmini, che hanno causato crolli e danni strutturali alle torri fino a quando, nel 1800, sulla cima degli Asinelli, è stato posto un parafulmine. Durante la seconda guerra mondiale, le due torri sono state utilizzate come torri di avvistamento. Diversi volontari si alternavano sulla cima degli Asinelli durante i bombardamenti per indirizzare i soccorsi. Pare che fosse una scommessa diffusa ed oggetto di sfida tra i piloti nemici riuscire a colpire le due torri; fortunatamente, nessun pilota è riuscito in questo intento ed il bottino in premio non è mai stato riscosso. Nel corso dei secoli, le Due Torri sono state utilizzate anche per studi ed esperimenti scientifici, soprattutto sulla legge fisica del moto dei corpi e sulla rotazione della Terra.
 
A questo punto, non vi rimane altro che pagare l’ingresso all’umarell della biglietteria, scalare tutti i 498 gradini ed arrivare in cima. Non dimenticatevi, lungo la salita di guardare basso fino a che vi è possibile, perché il gioco visivo della chiocciola è un affascinante spettacolo ligneo. Quasi, sembra di essere dentro le spirali di una conchiglia. Ed affacciatevi alle finestrelle di ogni piano, per pregustarvi lo spettacolo che vi aspetta in cima. Già, perché quando farete gli ultimi dieci gradini, ed uscirete in cima alla torre, rimarrete affascinati dalla città ai vostri piedi.         
 
"Sempre al massimo"
Ottima la posizione pochi passi dalla stazione, ottima la colazione, personale nella norma, vicino ci sono parecchi ristoranti e pizzerie inoltre 10 minuti si arriva al centro . Consigliato io lo utilizzo per lavoro con la mia azienda ma lo consiglio anche per qualsiasi evenienza!



denmattt

"Soggiorno per lavoro ottimamente riuscito"
Entrare in questo albergo e sentirsi a proprio agio da subito è il massimo.Tutti disponibil x qualunque richiesta.nel giro di poche ore mi hanno fatto stirare un abito x la sera di gala.Chi lavora in questo albergo lo fa al massimo della sua professionalità.



Diego

"Buon hotel in ottima posizione"
Ho soggiornato in questo hotel per una sola notte a inizio Ottobre e il mio giudizio è molto positivo. Io e la mia ragazza siamo stati fortunati: ci è stata assegnata una stanza al quinto piano, con una suggestiva vista sul centro di Bologna e sui colli circostanti. Personale gentile e disponibile, colazione con buona scelta sia di dolce che salato. Si trova a metà strada tra la stazione e il centro, in posizione strategica per visitare la città.



Monkeyluis

"Centrale, accogliente e pulito"
L'Hotel è centrale e facilmente raggiungibile con l'aerobus perché dalla fermata di via dei Mille si percorrono appena 30metri a piedi. La via di affaccio è silenziosa. Le camere sono confortevoli e il cambio biancheria e lenzuola è addirittura quotidiano! Ci siamo trovati molto bene. Grazie a tutti coloro che ci lavorano!



Virginia

Martedì 22 Maggio 2018
Nuvoloso

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Mercoledì 23 Maggio 2018
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Giovedì 24 Maggio 2018
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Venerdì 25 Maggio 2018
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Sabato 26 Maggio 2018
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Domenica 27 Maggio 2018
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Lunedì 28 Maggio 2018
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