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Bologna che pochi ricordano
Come un bambino, nelle braccia della madre
Il Santuario della Madonna di San Luca

Come un bambino, nelle braccia della madre

L’origine del Santuario della Madonna di San Luca non è legata ad un evento miracoloso particolare, né, a differenza di altri santuari, all’apparizione della Madre di Dio. Il Santuario Bolognese è un elogio, un dono, il massimo tributo di un popolo ad una madre. Raccontare del santuario, significa scrivere la storia della chiesa di Bologna, storia che è imprescindibile dal ruolo che l’icona della Vergine Madre di Dio ha avuto per la nostra città.   
 
Il Santuario della Madonna di San Luca, dichiarato monumento nazionale nel 1878 con dignità di Basilica Minore, si erge sulla cima boschiva del Colle della Guardia, al culmine di una tanto spettacolare quanto caratteristica via che, con le sue 666 arcate, costituisce il portico più lungo del mondo. La prima pietra dell’attuale versione di San Luca, viene posta nel 1723, sul precedente impianto quattrocentesco, ed i lavori vengono terminati più di quarant’anni dopo. Grandioso ed imponente, l’esterno del santuario ha tutto dello stile barocco. Le forme ed i volumi sono dinamici e curvilinei e si alternano in continue sporgenze e rientranze. L’edificio è costituito in massima parte da un corpo ellittico, spoglio e compatto, sormontato da una cupola con lucerna. Il vecchio monastero domenicano ed il campanile sono stati incorporati nel lato meridionale della costruzione. L’intermo, solenne ed a forma ellittica sulla cui pianta si innesta una croce greca, con sette cappelle, ed una elegante cupola, ricco di marmi preziosi, di tele, di pitture di grande valore, lascia al pellegrino l’idea della sontuosità con cui i bolognesi vollero decorare la dimora della loro patrona.
 
La fastosa e suggestiva Cappella Maggiore, impreziosita da rari marmi, ricchissimi bronzi dorati ed argenti, conserva e custodisce la sacra immagine della Vergine e del Bambino.
 
Le prime notizie relative alla sacra immagine, sono affidate alla tradizione popolare. Le leggende, ricche di particolari e supposizioni, si prestano più della storia a dare un tono meraviglioso agli inizi di un avvenimento di tale risonanza. Ed a noi, le storie fantastiche piacciono più della cronaca. Dunque, secondo la tradizione, l’immagine della Madonna dipinta da San Luca Evangelista, arriva a Bologna da Costantinopoli. Un eremita greco, il pellegrino Teocle, la prende in consegna dai sacerdoti del tempio di Santa Sofia, con l’incarico di portarla personalmente sul Monte della Guardia, come indicato da una iscrizione sul dipinto stesso. Così, l’eremita parte, fiero della sua personale missione, tributo alla madonna ed al figlio di Dio, senza avere la minima idea di dove l’incarico lo avrebbe condotto. Scala montagne ed attraversa deserti, affronta il caldo torrido ed il freddo gelido, la stanchezza e la solitudine, senza però perdersi mai nello sconforto. A Roma un senatore bolognese gli rivela dove il Monte della Guardia sia. Il pellegrino, partito per la tappa finale del suo viaggio, l’8 maggio del 1160 arriva ai piedi del colle e la tavola della Madonna e del Bambino viene portata in processione sul monte. L’icona passa dalle mani di Teocle alla custodia di Azzolina e Beatrice, due sorelle, pie eremite che sul monte conducono vita penitente.
 
Secondo i documenti ritenuti autentici, protagonista della storia è invece una figura femminile, Angelica Bonfantini, a cui dedicheremo il dovuto tributo, che volle ed ottenne la costruzione della chiesa, della canonica e dell’oratorio sul monte della guardia.
 
Chiunque ve l’abbia portata, e comunque ci sia arrivata, l’effige diventa immediatamente oggetto di venerazione popolare e, a seguito di un miracoloso episodio, partecipa indissolubilmente ad ogni evento lieto e funesto, ad ogni gioia e dolore della città. Siamo nell’anno 1433. E’ quasi fine giugno, e a Bologna piove ininterrottamente da aprile. La minaccia è quella di un raccolto compromesso e di una lunga carestia per un popolo già stanco dalle recenti guerre. Gli anziani della città vogliono provare a chiedere la grazia, e decidono di portare in città l’icona in processione pubblica. Alla porta Saragozza il sole già splende in un cielo terso, sopra le grida di tutta la cittadinanza in giubilo.
 
Da allora, ogni anno, una volta all’anno, la madonna viene portata in processione dal santuario a Piazza Maggiore, dove rimane sette giorni, in San Petronio prima dell’ascensione. Solo l’occupazione austriaca nel 1849 e la seconda guerra mondiale nel 1944 impedirono la discesa della Madonna. Processioni estemporanee e straordinarie si susseguirono negli anni per scongiurare la fine di orribili terremoti, tempi cattivi, piogge interminabili ed inondazioni, per ovviare a oscuri periodi di siccità, di carestia e di pestilenze, di guerre e tumulti.
 
L’icona, la Madonna di San Luca, è oggi ricoperta da un prezioso frontale d’argento, arricchito da donativi di grande valore. La pittura, fissata su tavola, è presumibilmente della fine del dodicesimo secolo. Di stile bizantino, la tradizione ne attribuisce la mano all’evangelista Luca. La Vergine ha un’espressione dolce ed un po’ severa, uno sguardo penetrante e profondo. Di aspetto splendido ed adorno di grazia, tra le molte immagini della Madre di Dio, quella di San Luca è una delle più belle e, a detta di Bernardette di Lourdes, anche la più somigliante.
 
Devoti, siamo sollevati da una tale bellezza; speranzosi, davanti a Maria ed al suo bambino, immaginiamo eterne le cose belle, e belle, le cose eterne.
 
Inconfondibilmente rappresentata con il bambino in braccio, Maria nel rapporto con il figlio si consuma e si esalta. Misericordiosa vergine di tenerezza, Maria è glorificata dalla relazione con il figlio. Quel bambino in braccio alla madre, è il figlio di Dio che la Vergine ha offerto al mondo. Simbolo di una offerta estrema. Quel bambino in braccio alla madre è il fedele che si affida alla Vergine. Simbolo di fiducia estrema. Come un bambino, nelle braccia della madre.  
 
 
 
 
 
Ottimo hotel!
"Ho soggiornato presso quest'hotel diverse volte per lasciare il mio alloggio ai miei genitori e in quest'hotel torno sempre con molto piacere. Il personale al ricevimento è veramente accogliente,gentile,cordiale, solare e sempre pronto ad assecondare le richieste dei clienti. Le camere sono molto curate nella pulizia e nel complesso funzionali, in occasione dell'ultimo mio soggiorno ho avuto il piacere di alloggiare in una delle nuove camere appena ristrutturate e devo dire che ciò ha contribuito a rendere ulteriormente gradevole il mio soggiorno, anche gli spazi comuni ho trovato molto curati. Molto valida la prima colazione, ho apprezzato molto l'assortimento e la qualità dei prodotti. Nulla da dire sulla posizione: l'hotel è situato in prossimità del centro storico e allo stesso a non più di 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria. Di notte non sono mai stato disturbato da rumori di auto o voci di persone in quanto Via del Porto è una via molto tranquilla e non trafficata. Hotel consigliatissimo!! Ci ritornerò."



Fabio87020

"Una scoperta"
L'Hotel è in centro e a 10 minuti a piedi dalla stazione. La Wi-Fi è gratuita e la colazione è variegata. Non è nuovo, ma è molto pulito e la camera è silenziosa e confortevole. Il personale di questo Hotel è stata una vera scoperta: tutti squisitamente gentilissimi! All'arrivo ho avuto bisogno di cambiare la tipologia della camera senza preavviso e il personale ha fatto il possibile, è stato molto flessibile e davvero carino. Veniamo spesso a Bologna e torneremo qui perchè ci siamo sentiti davvero accolti!



Sara

"Very helpful."
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Giovanni

"Centrale, accogliente e pulito"
L'Hotel è centrale e facilmente raggiungibile con l'aerobus perché dalla fermata di via dei Mille si percorrono appena 30metri a piedi. La via di affaccio è silenziosa. Le camere sono confortevoli e il cambio biancheria e lenzuola è addirittura quotidiano! Ci siamo trovati molto bene. Grazie a tutti coloro che ci lavorano!



Virginia

Martedì 17 Ottobre 2017
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